{"id":3382,"date":"2017-10-11T17:43:06","date_gmt":"2017-10-11T15:43:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.storiadellacitta.it\/2017\/10\/11\/i-punti-di-vista-e-le-vedute-di-citta-secoli-xiii-xvi\/"},"modified":"2017-10-11T17:43:06","modified_gmt":"2017-10-11T15:43:06","slug":"i-punti-di-vista-e-le-vedute-di-citta-secoli-xiii-xvi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/i-punti-di-vista-e-le-vedute-di-citta-secoli-xiii-xvi\/","title":{"rendered":"I punti di vista e le vedute di citt\u00e0. Secoli XIII-XVI"},"content":{"rendered":"<p>Questo secondo numero della Terza Serie raccoglie alcuni degli argomenti e dei contributi presentati nei quattro convegni nazionali svoltisi (tra il 2004 e il 2005) su \u201cI punti divista e le vedute di citt\u00e0\u201d (secoli XIII-XX), a conferma dell\u2019intenzione di \u201cStoria dell\u2019urbanistica\u201d di mantenere e consolidare il proprio ruolo indiscusso di periodico di settore pi\u00f9 aggiornato e autorevole, conquistato all\u2019indomani stesso della sua apparizione sulla scena editoriale (1981).<a href=\"#blocco1\" data-toggle=\"collapse\" aria-expanded=\"false\" aria-controls=\"blocco1\">[+]<\/a><\/p>\n<div id=\"blocco1\" class=\"collapse\">A dispetto delle difficolt\u00e0 che, a seguito della scomparsa del suo fondatore, avrebbero potuto comprometterne o ridimensionarne la distanza dai veti editoriali o accademici, o metterne in discussione la tradizionale indipendenza di orientamento tematico e critico, \u201cStoria dell\u2019urbanistica\u201d rassicura la comunit\u00e0 scientifica sulla sua perdurante capacit\u00e0 di proporre e affrontare argomenti decisivi per la conoscenza e la comprensione dell\u2019urbanistica medievale, moderna e contemporanea. Le parole con cui Enrico Guidoni apriva l\u2019editoriale del primo numero della Seconda Serie, in coincidenza del quale la rivista assumeva la veste di annuario (1995), mantengono intatta la loro attualit\u00e0.<\/p>\n<p>In quell\u2019occasione l\u2019insigne cattedratico ebbe ad affermare che \u201cStoria dell\u2019urbanistica\u201d riprendeva le proprie pubblicazioni \u201cper aderire alla necessit\u00e0 di rendere pubblici i risultati di concrete occasioni di riflessione scientifica\u201d, individuate nelle ricerche universitarie, nei congressi e nei seminari, \u201cluoghi ideali per l\u2019aggiornamento metodologico e per la messa a punto di nuove prospettive storiografiche\u201d. \u201cStoria dell\u2019urbanistica\u201d continua a svolgere il proprio ruolo di avanguardia affidandosi allo sviluppo e all\u2019approfondimento delle linee di ricerca tracciate da Guidoni nell\u2019arco di un insegnamento quarantennale, cui si sono affiancate le esperienze e gli studi dei suoi allievi, rappresentati largamente negli organi della rivista.<\/p>\n<p>A questo gruppo \u201cstorico\u201d, accomunato da una libert\u00e0 totale dai condizionamenti metodologici e critici con i quali continuano viceversa a fare i conti gli studiosi pi\u00f9 conservatori, si sono aggiunti negli ultimi anni numerosi giovani ricercatori, protagonisti di promettenti ricerche e sperimentazioni.<\/p>\n<p>La variet\u00e0 dei percorsi formativi che caratterizza i collaboratori della rivista, e la ricchezza dei rispettivi settori di impegno lavorativo (universit\u00e0, conservazione dei beni culturali, libera professione), non impedisce di riconoscere l\u2019esistenza di convincimenti condivisi, accomunati dallo sforzo paziente e tenace di superare, attraverso l\u2019impegno sul campo, molti luoghi comuni della storiografia, additabili \u2013 in primo luogo \u2013 nel rifiuto di riconoscere e approfondire il legame tra l\u2019arte di costruire le citt\u00e0 in et\u00e0 rinascimentale, barocca e contemporanea e la sapienza urbanistica dei secoli del medioevo, nella quale si rintracciano viceversa molti dei principi, delle regole e delle tecniche impiegate successivamente.<\/p>\n<p>Le ragioni dell\u2019ancora diffusa sottovalutazione del contributo recato dai secoli XI-XIV alla forma e alla qualit\u00e0 della citt\u00e0 italiana ed europea, vanno ricercate nell\u2019incapacit\u00e0 di prescindere dalla mancanza quasi totale di documenti cartografici anteriori il secolo XV edalla difficolt\u00e0 conseguente di considerare l\u2019articolazione materiale delle strade e delle piazze, e il loro rapporto con i monumenti e le case, il terreno privilegiato della sperimentazione e dell\u2019applicazione, in chiave rigorosamente comparativa, degli strumenti della ricerca storico-urbanistica. I prossimi tre numeri di \u201cStoria dell\u2019urbanistica\u201d affronteranno i seguenti argomenti monografici, di cui segnaliamo sin d\u2019ora il taglio innovativo e originale: \u201cLa progettazione paesaggistica nella manualistica dei secoli XIX e XX\u201d (3\/2011), \u201cLe citt\u00e0 di fondazione dal tardo medioevo al novecento\u201d (4\/2012), \u201cLe torri e la citt\u00e0. Prospettive e vedute d\u2019artista dal novecento ad oggi\u201d (5\/2013).\n<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>INDICE<\/p>\n<p>Editoriale di <strong>Ugo Soragni<\/strong> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 V<\/p>\n<p><em><u>XIII-XV SECOLO<\/u><\/em><br \/>\na cura di Ugo Soragni<\/p>\n<p>Introduzione di <strong>Ugo Soragni<\/strong> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3<\/p>\n<p><strong>Umberto Daniele<\/strong><br \/>\nLa veduta di Padova di Giusto de\u2019 Menabuoi (1382-1383) nella cappella Belludi della Basilica del Santo a Padova \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7<\/p>\n<p><strong>Enrico Lusso<\/strong><br \/>\nUna carta del territorio tra Chieri e Moncalieri del 1457 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 21<\/p>\n<p><strong>Alessandro Camiz<\/strong><br \/>\nVedute di Roma dai Prati di Castello: Benozzo Gozzoli (1463) e Attavante degli Attavanti (1483)\u00a0\u00a0 \u00a039<\/p>\n<p><strong>Paola Raggi<\/strong><br \/>\nI punti di vista privilegiati per le vedute di Urbino Rinascimentale \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 58<\/p>\n<p><strong>Daniela Corrente<\/strong><br \/>\nLa veduta di Arezzo nella tavola con il S. Rocco di Bartolomeo della Gatta (1479 ca.)\u00a0 \u00a0 \u00a0 70<\/p>\n<p><strong>Irina Baldescu<\/strong><br \/>\nPaesaggi e citt\u00e0 di D\u00fcrer, da Innsbruck a Trento (1494-1495)\u00a0 \u00a0 \u00a086<\/p>\n<p><em><u>XVI SECOLO<\/u><\/em><br \/>\na cura di Teresa Colletta<\/p>\n<p>Introduzione di <strong>Teresa Colletta<\/strong>\u00a0 \u00a0 105<\/p>\n<p><strong>Teresa Colletta<\/strong><br \/>\nLe \u201cinnovazioni\u201d dell\u2019iconografia urbana del Cinquecento europeo nella scelta dei punti di vista\u00a0 \u00a0 \u00a0 111<\/p>\n<p><strong>Nicola Aric\u00f2<\/strong><br \/>\nIl ritratto di Messina del 1554\u00a0 \u00a0 139<\/p>\n<p><strong>Marco Cadinu<\/strong><br \/>\nCagliari vista dal mare. La costruzione dell\u2019immagine per la Cosmographia del M\u00fcnster del 1550\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0160<\/p>\n<p><strong>Irma Friello<\/strong><br \/>\nLe immagini dei centri del Principato Citra nella raccolta di Angelo Rocca della fine del XVI secolo\u00a0 \u00a0 \u00a0175<\/p>\n<p><strong>Paolo Micalizzi<\/strong><br \/>\nPiazza di Monte Cavallo e la via Pia in una veduta del XVI secolo \u00a0\u00a0\u00a0186<\/p>\n<p><strong>Jose Miguel Remolina<\/strong><br \/>\nLas vistas de tres ciudades castellanas de Hoefnagel y Van den Wyngaerde: la importancia del punto de vista en las representaciones de las ciudades del siglo XVI\u00a0 \u00a0 \u00a0196<\/p>\n<p><strong>Giuseppina Carla Romby<\/strong><br \/>\nIl punto di vista del principe. Le vedute di citt\u00e0 nel salone del Cinquecento in palazzo vecchio\u00a0 \u00a0 \u00a0207<\/p>\n<p><strong>Laura Zanini<\/strong><br \/>\nLe vedute di Parigi del XVI secolo\u00a0 \u00a0 \u00a0 220<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Storia dell&#8217;Urbanistica, III serie<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Ugo Soragni, Teresa Colletta<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[938],"tags":[731,759,755,760,761,157,762],"class_list":["post-3382","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-series-3","tag-arezzo-en","tag-cagliari-en","tag-cinquecento-en","tag-padova-en","tag-punti-di-vista-en","tag-rome","tag-vedute-en"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3382\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}