{"id":3398,"date":"2017-11-10T20:45:21","date_gmt":"2017-11-10T19:45:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.storiadellacitta.it\/2017\/11\/10\/dalla-torre-alla-torre-piezometrica\/"},"modified":"2023-01-02T18:30:19","modified_gmt":"2023-01-02T17:30:19","slug":"dalla-torre-alla-torre-piezometrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/dalla-torre-alla-torre-piezometrica\/","title":{"rendered":"Dalla torre alla torre piezometrica"},"content":{"rendered":"<p>Il quinto numero della Terza serie (2014) di &#8220;Storia dell&#8217;urbanistica&#8221; \u00e8 dedicato ad un tema di ricerca riconoscibile senza incertezze tra quelli che hanno contribuito maggiormente, a partire dalla seconda met\u00e0 del secolo scorso, al consolidamento della storia urbanistica intesa come settore d&#8217;indagine caratterizzato da contenuti, strumenti e metodologie peculiari, volti a riconoscere ed approfondire le intenzionalit\u00e0 progettuali presenti nelle tecniche di formazione, consolidamento e sviluppo degli spazi della citt\u00e0 medievale.<\/p>\n<p>Nel volume Arte e urbanistica in Toscana 1000-1315, pubblicato nell&#8217;ormai lontano 1970, Enrico Guidoni affrontava la questione delle costruzioni medievali a torre, soffermandosi, per la prima volta nella storiografia moderna, sulla loro importanza ai fini del riconoscimento di una &#8220;estetica&#8221; delle piazze e delle vie della citt\u00e0 tra XII e XIII secolo, dimostrandone, a partire da alcune citt\u00e0 toscane (Lucca, Pistoia, Volterra, Grosseto), il valore strutturale e prospettico.<\/p>\n<p>Con tale contributo, ancor oggi meritevole, a distanza di quasi mezzo secolo, di meditate riflessioni e riletture, Guidoni metteva adeguatamente in luce, con un taglio d&#8217;indagine sistematicamente comparativo, il legame esistente tra le piante e gli edifici ad esse prospicienti, all&#8217;interno del quale assegnava alle torri ed ai campanili (in particolare nel capitolo denominato Il quadrato sull&#8217;angolo) un ruolo decisivo ai fini della costruzione di spazi percettivamente equilibrati, incentrati sulla prevalenza della veduta angolare in opposizione a quella frontale.<\/p>\n<p>Nel caso di Lucca osservava, in particolare, come &#8220;l&#8217;equilibrio volumetrico, inteso sempre come punto di sospensione di un discorso ampiamente dinamico e relazionato allo spazio della citt\u00e0 circostante, si ristabilisce considerando come asse di visione l&#8217;angolo stesso, su cui poggia il campanile&#8221;. Altrove, soffermandosi sulle torri dell&#8217;aristocrazia feudale, ne metteva in luce l&#8217;importanza quali capisaldi dei procedimenti di regolarizzazione dei profili stradali, sottolineandone la centralit\u00e0 rispetto all&#8217;intendimento di intervenire razionalmente, a partire dalla fine del XII secolo, sul tessuto curvilineo pi\u00f9 antico, distintivo di una viabilit\u00e0 di estrazione &#8220;organica&#8221;, dimostrando, con una chiarezza argomentativa ancor oggi sorprendente, la crescente affermazione di geometrie a spezzata, indizio della superiorit\u00e0 estetica e funzionale ormai raggiunta dalla strada tendenzialmente rettilinea su quella curva, quest&#8217;ultima ritenuta dai contemporanei retaggio di una fase arretrata ed arcaica.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 recentemente, con gli atti dei tre convegni dedicati alla citt\u00e0 e all&#8217;edilizia medievali svoltisi nel 1990, nel 1992 e nel 1996, curati da Guidoni e da Elisabetta De Minicis e pubblicati, rispettivamente, sulla rivista &#8220;Storia della citt\u00e0&#8221; (52, 1990) e nella collana Museo della citt\u00e0 e del territorio di Vetralla (Roma, 1996 e 2001), si presentavano alla comunit\u00e0 scientifica i risultati di un numero elevatissimo di studi dedicati al tema dell&#8217;edilizia medievale italiana ed europea, intrapresi e sviluppati nel corso dei due decenni precedenti. Tra di essi emergevano numerosi contributi dedicati alle torri, divenute nel frattempo terreno di lavoro, spesso convergente o dotato comunque di margini non trascurabili di sovrapponibilit\u00e0 e di interdisciplinariet\u00e0, per archeologi, architetti, storici della citt\u00e0, archivisti.<\/p>\n<p>Il presente numero di &#8220;Storia dell&#8217;urbanistica&#8221; propone, all&#8217;interno di una rivisitazione di tale argomento, contributi che, da un lato, si riallacciano alle linee di ricerca sulla citt\u00e0 medievale maggiormente fondate e sperimentate e, dall&#8217;altro, affrontano il tema dell&#8217;evoluzione di cui sono protagoniste le costruzioni a sviluppo verticale in et\u00e0 moderna e contemporanea, con una specifica attenzione alla loro rivisitazione in chiave storicistica e alla loro rappresentazione artistica, al loro adattamento ad impieghi funzionalmente adeguati alle nuove esigenze della citt\u00e0, al loro valore simbolico ed evocativo.<\/p>\n<p>Contribuendo, da ultimo, alla comprensione di alcune delle radici che dobbiamo riconoscere essere alla base dell&#8217;attualit\u00e0 presente delle costruzioni a torre, sempre pi\u00f9 additate, con il sostegno di argomenti correlati all&#8217;economia nel consumo del suolo che non ne esauriscono il significato pi\u00f9 profondo (da ricercarsi ricorrendo viceversa a motivazioni pi\u00f9 complesse e stratificate, correlabili alla stessa concezione dell&#8217;organismo urbano quale insieme inscindibile di componenti di estrazione diversissima), come uno dei temi maggiormente cruciali dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica dei nostri tempi.<\/p>\n<p>Editoriale di <strong>Ugo Soragni<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7-10<\/p>\n<p><strong>Antonella Greco<\/strong><br \/>\nIntroduzione\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 11-14<\/p>\n<p><strong>Maria Raffaella Menna<\/strong><br \/>\nDalla torre immaginata alla torre rappresentata\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 15-40<\/p>\n<p><strong>Claudia Bonardi<\/strong><br \/>\nLe case alte nelle terre occitane: abitazioni della nobilt\u00e0 dei pascoli in Valle Maira\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 41-86<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Mamino<\/strong><br \/>\nTorri neogotiche e paesaggio dell\u2019Ottocento cuneese\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 87-102<\/p>\n<p><strong>Laura Zanini<\/strong><br \/>\nLa torre ed il tempo: simbologia urbana e ruolo nella citt\u00e0 delle torri orologio\u00a0\u00a0\u00a0 103-128<\/p>\n<p><strong>Antonella Greco<\/strong><br \/>\nRicostruire il campanile di S. Marco: un libello di Guglielmo Calderini\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 129-170<\/p>\n<p><strong>Marzia Marandola<\/strong><br \/>\nLe torri per l\u2019attraversamento elettrico (1952-56) dello stretto di Messina\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 171-182<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Ciccarelli<\/strong><br \/>\nInnocenzo Sabbatini e una torre per San Leopardo a Osimo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 183-194<\/p>\n<p>RICERCHE<\/p>\n<p><strong>Federica Angelucci<\/strong><br \/>\nLa moderna vocazione industriale del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli: le matrici delle trasformazioni da organismo archeologico ad opificio novecentesco\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 195-211<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Antonella Greco<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[938],"tags":[769,770,82,259],"class_list":["post-3398","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-series-3","tag-2013-en","tag-antonella-greco-en","tag-medieval-towns","tag-towers"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3398\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.storiadellacitta.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}